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La dottrina delle segnature

La dottrina delle segnature

The healing herbs are those which have been given the power
 to help us preserve our personality
Free Thyself – chapter eight
(Edward Bach, 1932)

 

Il Dott. Edward Bach, medico e umile erborista alchemico di Dio, ci insegna che “Le erbe guaritrici sono quelle cui è stato assegnato il potere di aiutarci a conservare la nostra personalità”.

Le piante sono Uno con loro stesse, non vivono le nostre scissioni interiori, in questo modo si esplica il loro potenziale di riequilibrio dell’essere umano. Ma da dove deriva l’intuizione di aiutare la nostra anima attraverso la comunione con il regno vegetale? Ora ci addentriamo nel tema.

Signature in inglese significa firma, in italiano e in francese è un termine che ha a che fare con la rubricazione e l’identificazione di un elemento…
Secondo il vocabolario etimologico, la parola segno deriva dal latino signum, e dalle sue matrici:

radice europea sak dire, mostrare
sag sang essere adeso
seg-ti attaccato, impresso
Indica una caratteristica distintiva, un’impronta.

Con l’espressione “teoria delle segnature”, “teoria del segno” o “dottrina delle segnature”, ci si riferisce alla convinzione plurisecolare e universale presente tanto nella medicina e nella metafisica antica così come nella medicina popolare, che le piante, gli animali, i minerali, portino con loro i simboli delle loro virtù e delle loro proprietà, è la firma che manifesta quell’essere della natura, che ci serve per conoscere le sue proprietà interne potenzialmente utilizzabili per la cura dell’essere umano.

L’interpretazione che le piante o altri elementi in natura portino inscritti nel loro aspetto i segni delle loro virtù terapeutiche o magiche, se non addirittura nel loro nome botanico o di uso comune, è tipico di molte culture primitive e ha una lunga tradizione nella cultura europea. La metafisica cristiana introdusse questa nozione nella teologia affermando che il Creatore ha dotato ogni essere dei segni che indicano ciò per cui è stata creata.

Nella dottrina delle segnature si contemplano l’equivalenza, l’omologia, o identità di funzione, tra l’organo da trattare e il rimedio, oppure solo alcuni segni visivi indicativi. Nella sua variante verbale, il segno non si trova solo sull’oggetto curativo ma è persino associato al suo nome.

Si attribuisce a Paracelso – XVI secolo – il recupero e il nuovo impulso di questa teoria  secondo la quale Dio instillò in ciascun essere della natura, i segni necessari perché sin dal principio, si conoscessero le loro virtù curative.

Ecco alcune curiosità a testimonianza dell’applicazione della teoria nella farmacopea botanica del Rinascimento europeo:

  • Il trifoglio comune (Trifolium pratense) era ritenuto utile contro le cataratte, per la macchia bianca dei suoi foglioli.
  • I bulbi gemelli delle orchidee invece, per la procreazione (Orchis in greco significa testicolo). Per avere un figlio, il maschio deve consumare il bulbo grande; per avere una figlia, la donna deve consumare il bulbo piccolo.
  • La decozione delle radici della rosa selvatica (Rosa canina) per similitudine doveva essere utile contro il morso del cane affetto da rabbia e le sue conseguenze. La segnatura sono le spine simili ai denti aguzzi del cane.

Questo tipo di osservazione e applicazione si effettuava anche utilizzando rimedi che derivavano dagli animali, si pensi al rinoceronte o alla tigre in Asia, utilizzati per disturbi della virilità oppure per la forza e il coraggio.

Tornando alle piante, possiamo approfondire una tematica interessante a proposito del parallelismo tra la struttura di un vegetale e quella della personalità umana.
Il dott. Edward Bach sceglieva tra le specie, in seguito ad un’osservazione accurata segnatura della pianta in aspetti come la relazione della stessa con gli elementi, l’impollinazione, la strategia riproduttiva, e a come reagisce innanzi a determinati stimoli esterni (sole, insetti, altre piante…). Julian Barnard, il principale prosecutore dell’opera di Bach alla sua morte, nel suo libro “Fiori di Bach – Forma e funzione” scrive un trattato tra i più importanti e fondanti per una nuova dottrina delle segnature. Leggendolo si apprende che la virtù di una pianta non si capta attraverso un semplice segnale esterno, ma attraverso un’osservazione sistematica e dettagliata, in cui gli usi o i supposti usi medicinali tradizionali secondo le segnature, possono essere elementi indicativi da tenere in conto (come l’Agrimonia per il fegato, ad esempio). L’idiosincrasia o il gesto di una pianta che forma parte del sistema di Bach, accade che siano indicati nel nome stesso, come ad esempio “Impatiens” (Linneo), che viene utilizzata vibrazionalmente per alleviare stati di impazienza.

“Quanto si dice di Dio non ha valore senza la conoscenza dell’Impronta, la quale si trova secondo l’Essere di tutti gli esseri”.
(…)
“D’altra parte noi vediamo in questo mondo in che maniera l’essenza unica interiore si sia manifestata con la sua somiglianza secondo il desiderio della generazione e in che modo s’è diversificata, per il lavorio interno, nelle Stelle, negli Elementi, nelle piante e in tutte le creature”.
De signatura rerum, Jacob Boehme, 1621

Nel tempo naturalmente Paracelso non fu l’unico a parlarci di segnature; siamo a cavallo tra il 1500 e il 1600 e un’altra figura fondamentale fu il filosofo Jakob Böhme secondo cui il Creatore, Supremo Ordinatore ha dotato tutto ciò che ci circonda in natura di un “segno”, di una caratteristica unica e distintiva, che colui che sa osservare con occhi del cuore, saprà cogliere e utilizzare. Ad esempio una pianta con parti simili ad organi o visceri o apparati, risulta utile, secondo la teoria, per la loro cura.

Nel tempo ricordiamo anche, arrivando al 1800, che il principio fondamentale dell’Omeopatia, così come delineato da Samuel Hahneman, utilizza esplicitamente la legge del simile (similia similibus curantur).

Tornando alla pratica medico-metafisica medievale, all’epoca vigeva la teoria ippocratica dei quattro umori. Essa dominò tutta la medicina occidentale fino al 1800 e
sosteneva che in ogni uomo si trovassero quattro “umori”, o fluidi principali, prodotti dai vari organi del corpo:
bile nera (o “umor nero” generato dall’elemento terra), bile gialla (“umore giallo” contenuta nella cistifellea connesso all’elemento fuoco), flegma (muco connesso all’elemento acqua) e sangue (“umore rosso” connesso all’elemento aria e al cuore). Secondo tale dottrina una persona, per mantenere lo stato di benessere, doveva avere un perfetto equilibrio di questi elementi: per esempio, un eccesso di flegma nel corpo causava problemi ai polmoni, il corpo tossiva e cercava eliminare il flegma per ristabilire l’equilibrio. I quattro umori sono stati anche associati alle quattro stagioni: bile nera – autunno, bile gialla – estate, flegma – inverno, sangue – primavera e a caratteristiche caratteriali ben precise.

La teoria delle segnature applicata all’erboristeria teneva profondamente conto di questo sistema in cui si integrava perfettamente (comprendendo inoltre le influenze planetarie), per cui il successo dei rimedi con le erbe era ascritto alla loro azione sugli umori del corpo in base ai periodi dell’anno e dei colori e dei sapori e degli odori delle piante stesse.

L’erboristeria alchemica attinse inoltre ampiamente alla signatura rerum, che affermava che Dio avesse fornito una qualche forma di rimedio per ogni male, e che queste cose fossero esse di origine animale, vegetale o minerale, riportavano un marchio o una firma su di loro che dessero un’indicazione della loro utilità.

“Solo perché la comprensione risiede nella impronta, è permesso all’uomo, l’immagine della maggior virtù, di conoscere se stesso e l’essenza delle essenze, giacché della forma esterna di tutte le creature, dai loro desideri, dal loro linguaggio si può comprendere lo spirito nascosto, avendo la Natura largito a ciascuna cosa il suo linguaggio secondo l’Essenza e la forma. Il linguaggio si origina fuori dell’essenza e si manifesta con la voce nelle creature animate e nelle altre con l’odore, le qualità e l’aspetto. Tale è il linguaggio della Natura, per cui ogni cosa esprime le sue proprietà ed esalta la Madre che l’ha generata e le ha largito l’essenza e la facoltà di assumere una forma”.
De signatura rerum, Jacob Boehme, 1621

Introducendo una breve esemplificazione, teniamo in conto che una forma viene assegnata per la funzione che un vegetale necessita realizzare, così una foglia è piatta per captare il massimo della luce per poter realizzare la fotosintesi, o alcune radici si estendono a ventaglio sottoterra per dare supporto alla pianta,
Però, oltre a queste relazioni di base, perché esistono tante foglie diverse? E fiori? E frutti? Jacob Böhme direbbe che è per noi esseri umani, per farci aprire gli occhi, quelli interiori, prima di tutto, quelli del cuore.

La vita con le piante (animali e minerali) gioca al gioco della variabilità e della varietà, il gioco di combinare aspetti distinti per adattarsi meglio al suo elemento o per conquistare terreni meno popolati, il che favorisce la sperimentazione delle forme, colori e strutture diverse, e da questi atteggiamenti si evidenzia la loro personalità.
Ogni vegetale, come ogni essere umano, acquisisce una sua propria forma e caratteristiche che ce lo fanno classificare come una specie definita e queste caratteristiche esterne, manifestano un dono nascosto.
Ciò che si esprime fisicamente è la segnatura di ciò che si esprime in forma energetica e non abbiamo saputo vedere ancora, e questa è la parte occulta che ad esempio utilizzando un rimedio vibrazionale come i Fiori di Bach, avrà effetto sulla nostra parte più recondita e sopita. Il nostro aspetto fisico non è forse espressione altrettanto dei nostri aspetti energetici e psicologici?

Così il linguaggio simbolico attraverso le segnature permette a tutti noi di comunicare con il regno vegetale (e non solo), senza la necessità di essere persone di sensibilità spiccata ma potendo essere anche solo abili osservatori.

Lo studio delle segnature non pretende di effettuare un’altra divisione nella conoscenza degli esseri viventi, infatti l’intento stesso di classificare la segnatura dei vegetali secondo una sola caratteristica (tipo di radice, colore dei fiori, ecc.) è poco efficace, poiché ciascuna specie ha una grande quantità di informazioni distinte che ha un senso considerare soltanto se la trattiamo in forma olistica. Come la specie umana è un unicum complesso, ogni specie vegetale (animale, minerale) deve essere studiata come un insieme indivisibile e in armonia col tutto.

Bibliografia e fonti web

Fiori di Bach – Forma e funzione, Julian Barnard, Ed. Tecniche Nuove, Milano 2004
La visione celeste – De signatura rerum
, Jacob Boehme, Ed. Ghibli, Milano, 2015
La vita segreta delle piante, Peter Tompkins, Christopher Bird, Ed. Il Saggiatore, Milano, 2002

Wikipedia: voci “medicina medievale”, “teoria delle segnature”, “teoria degli umori”
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